Un nastro chiamato VITA…
E poi una sera al buio sul letto,ti metti a pensare alla vita e capisci di essere sopra un nastro cinematografico formato da tantissimi fotogrammi, che evidenziano ogni attimo della tua vita, ti accorgi che questo nastro non è uguale ovunque, in alcune parti è scolorito, in alcune è danneggiato ed in altre ancora sembra che il fotogramma si ripeta all’infinito quasi come a voler simboleggiare un attimo vissuto talmente intensamente da far sembrare il tempo fermo, poi però ti accorgi che un’altra parte del nastro è senza fotogrammi, senza parti scolorita o danneggiate e capisci che quella è la parte che ancora dev’essere toccata, il futuro che ancora dev’essere attraversato.
I colori del nastro però cambiano, non sono sempre uguali.
All’origine del suo percorso il nastro era Rosa, proprio a voler far capire a tutto il mondo che era nata una bambina, tanto fragile, piccola ed indifesa da dover passare i primi mesi della sua vita in un incubatrice, perché era l’unica cosa in grado di proteggerla in quel momento. Con il passare della sua infanzia il nastro oltre al rosa si coloró di bianco, gli anni della purezza, dell’ingenuità ed ha percorso questo periodo senza incontrare ostacoli, poi all’età di 6 anni ha incontrato un nuovo fotogramma che portava con sé il celeste, questo ha fatto capire che il suo percorso era accompagnato da un’altra persona il fratellino, il nastro continuó il suo percorso per altri anni senza ostacoli, finché non incontrò i fotogrammi delle medie da lì il nastro iniziò a subire salire e discese quasi come montagne russe che portavano con loro il colore nero, fortunatamente il nastro riuscì grazie ai fotogrammi dei genitori e dei veri amici a rincontrare il bianco che permise di trasformare quei fotogrammi neri in fotogrammi grigi, il nastro continuò per la sua strada finché all’improvviso senza accorgersene non venne colorato per la prima volta di rosso dove all’interno vennero attraversati i fotogrammi dell’amore, quello puro, quello sincero,quello che gli permise poi di incontrare tanti altri fotogrammi con il colore rosso sfumati però con il rosa, il blu il verde, da quel momento in poi la strada del nastro fu un vero e proprio luna park fatto di giostre pericolose e di giostre semplici, fatte di montagne russe con salite e discese ripide e paurose. Finché un giorno sulla montagna russa non comparve una porta con dentro un puzzle fatto di libri, quaderni, treni, attori, film e Oscar immaginari. In quel momento il nastro capì di aver aperto la porta chiamata SOGNO, capì che quella porta doveva restare aperta, ma anche che doveva prendere tutti i fotogrammi più belli e significativi, senza però chiudere mai quella porta che gli permetterà di poter continuare il suo percorso ed incontrare altri colori.

2 commenti
Rosetta
Sei bravissima Francesca. I emozioni sempre
Vincenza
Bellissimo. Hai arricchito tutti con il grande arcobaleno della tua vita