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    “Uno,nessuno,centomila”

    05/06/2020 / 2 Commenti

    Cari lettori,
    Prima di iniziare a scrivere, vorrei chiedervi scusa di questa mia assenza,ma come alcuni voi sanno sto per chiudere un’altra porta della mia vita,che mi concederà di entrare totalmente nell’età adulta e di abbandonare per sempre l’adolescenza,questa porta viene chiamata comunemente MATURITÀ.
    Stasera ho deciso di parlarvi di un libro che ho letto per motivi scolastici,ma che mi ha appassionato veramente molto e mi ha fatto anche tanto riflettere.
    Il libro di cui voglio parlarvi è un classico della letteratura italiano intitolato “Uno,nessuno e centomila” di Pirandello.
    Per chi non lo sapesse questo libro fu pubblicato tra il 1825 e 1826 e parla di Vitangelo Moscardo un uomo che per tanti anni ha vissuto tranquillo e spensierato, finché una mattina la moglie gli fece un osservazione che gli fece notare un piccolo difetto,da questo difetto iniziarono una serie di ossessioni che lo fecero dubitare ogni persona che gli era stata accanto fino a quel momento e questo lo portó a rinchiudersi in uno spizio a completo contatto con la natura.
    Ciò che mi ha colpito particolarmente di questo romanzo è stato il titolo “Uno,nessuno e Centomila” perché noi fin dalla nascita crediamo di essere unici nel mondo,tutti diversi l’uno dall’altro,viviamo nella fantasia e le parole cattiveria,pregiudizio,diverso non sappiamo cosa sono poi però cresciamo e veniamo catapultati in una realtà che non è quella che ci aspettiamo,capiamo che noi non siamo una sola persona nel mondo bensì centomila,che siamo costretti a portare centomila maschere e ad un certo punto non riusciamo più a riconoscere il nostro “Io” reale qual’é,così iniziamo a distinguerci in due categorie,la prima a mio parere è quella degli ipocriti basata su persone che accettano passivamente tutto ciò che gli viene imposto,così seguendo la massa,seguendo tutti gli stessi ideali,avendo tutti gli stessi gusti e seguendo tutti la stessa moda,compiendo scelte che magari nell’inconscio possono sembrare anche stupide e inadatte,ma per paura di non essere accettati continuare a seguirle sentendosi anche in colpa a volte.
    La seconda categoria a mio parere è quella dei Forti,coloro che non hanno paura di dire No in una piazza dove tutti dicono si,non hanno paura di non seguire la moda e non hanno timore di esprimere il proprio parere anche se è totalmente diverso da quello degli altri,purtroppo però queste persone dalla società mediocre e falsa dove viviamo vengono considerati Pericolosi e quindi l’unico modo per abbatterli è farli sentire diversi,farli sentire inadatti e soprattutto emarginarli perché solo in quel modo sono in grado di controllarli.
    Coloro che non seguono la massa ,che non hanno le possibilità economiche di stare a tempo con le ultime mode,che non si interessano solo di gossip e non seguono ciò che gli viene imposto vengono considerati dalla società “NESSUNO”.
    E ALLORA IO MI CHIEDO,È MEGLIO ESSERE UNO,NESSUNO O CENTOMILA?

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